Ultima modifica: 27 Marzo 2017
Liceo Classico Statale "ARNALDO" > Testimonianze Alunni

Testimonianze Alunni

Lettera

Prima di partire per Trento non avevo idea di come sarebbe andata. Più volte la prof.Campana ci aveva ripetuto che non si trattava di una semplice gita. “Esperienza di vita” diceva. Devo ammettere che, nonostante ciò che aveva detto, sono partita con la sicurezza che quella non poteva essere altro che una gita. Tre giorni lontana da scuola con gli amici. Non potevo immaginare che cosa avrei trovato in quel posto, quanto questa esperienza mi avrebbe dato. E solo ora che è terminata posso davvero comprendere ciò che la professoressa diceva, solo adesso posso ammettere quanto mi fossi sbagliata.
Il primo giorno ci hanno fatto scrivere su un foglio le nostre aspettative, e alcuni dei punti che ho scritto si sono verificati: mi sono divertita, ho conosciuto nuova gente, ho conosciuto meglio i miei compagni di classe. Col senno di poi aggiungerei una cosa: crescere. Penso di poter dire di essere un po’ cambiata, o perlomeno di aver cambiato il mio modo di vedere le cose, perché ho capito che trascorriamo la nostra vita ad osservare gli altri ma molto spesso non vediamo assolutamente nulla di ciò che c’è dietro, ciò che resta sullo sfondo e che in realtà è la vera essenza di una persona. Ho imparato come in pochissimo tempo si possano instaurare legami con gente mai vista prima, come si possa essere d’aiuto a qualcuno semplicemente ascoltandolo, come un insieme di persone possa passare, come ha detto oggi il prof.Daldoss, dall’essere un gruppo al diventare una squadra. Mi è stato ricordato di quanto sono fortunata in un mondo di ingiustizie e disgrazie e che l’unico modo per meritarmi almeno in parte questa felicità è condividerla con gli altri. E ho capito veramente che chi dona, spesso, riceve molto di più di quanto non avesse prima. Sono tornata a casa e posso affermare di aver imparato molto di più in questi giorni che in anni di scuola. Ho conosciuto la solidarietà che può esserci tra due perfetti estranei, la genuinità di certi abbracci, le risate a crepapelle, i pianti improvvisi, le note stonate delle canzoni cantate tutti insieme, la complicità che può nascere in qualche ora…
Porto con me i sorrisi delle persone con cui ho avuto il privilegio di stare, ma anche le loro lacrime.
Sono tornata a casa e sono cresciuta, e penso che se c’è qualcosa che davvero la scuola può insegnare, oltre a ciò che possiamo leggere sui libri di testo, questo io l’ho trovato grazie a quella che spero sia la prima di tante esperienze simili.

 

Caterina

 

Lettera

Andare in gita vuol dire divertirsi, scoprire luoghi nuovi, trascorrere del tempo con i propri
compagni. Per questo, Trento non si può definire una semplice gita. Trento è un’esperienza di
crescita, oltre che una gita.
La prima volta che ho deciso di parteciparvi avevo sedici anni e, come molti miei compagni, sono
partita ignara di cosa mi stesse aspettando. Sono partita convinta di tornare uguale a prima,
magari più felice e con qualche amico in più, come succede dopo ogni gita. Invece, dopo quei tre
giorni, sono tornata completamente diversa. In quei tre giorni avevo capito il valore della
solidarietà, della condivisione, della lealtà e dell’aiuto. Non solo, mi ero messa in gioco e avevo
scoperto parti di me che, nella quotidianità, erano sempre rimaste nascoste: ho imparato ad usarle
anche nella mia normalità.
Quando mi è stato proposto di tornarci, senza pensarci due volte, mi sono subito iscritta. Stavo
attraversando un periodo difficile della mia vita, stavo vagando in una selva oscura, persa tra mille
pensieri e paure. Anche questa volta sono partita ignara: mai avrei pensato che quest’esperienza
mi potesse salvare, illuminando la mia strada. Che cosa avevo scoperto di così eclatante?
Avevo scoperto quando fosse importate aprirsi con gli altri, aiutare e farsi aiutare. Avevo ritrovato
la fiducia negli altri ma soprattutto l’avevo ritrovata in me stessa. Ero riuscita a togliermi la
maschera da studentessa, quella che mi tocca indossare ogni giorno, ed ero riuscita a stringere
nuovi e profondi legami, scoprendo le anime dei miei compagni e quelle dei miei insegnanti.
Oggi, 22 febbraio 2017, è terminata la mia ultima esperienza a Trento e, anche questa volta, torno
arricchita. Non so ancora che cosa ho scoperto, di solito me ne rendo conto qualche tempo dopo,
quando le attività svolte in quel convento hanno notevoli e positive conseguenze nella mia vita,
quando, prima di addormentarmi, ripensando a ciò che ho vissuto, mi rendo conto di quanto
questa esperienza mi abbia donato, permettendomi di crescere e di maturare, insieme a qualsiasi
altra esperienza da volontaria.
Arrivata a oggi, penso di poter dire di aver imparato più in queste esperienze che in quindici anni di
scuola, perché a Trento non vengono trasmesse nozioni.
A Trento viene trasmessa l’arte di amare il prossimo, incondizionatamente e gratuitamente.
A Trento viene trasmessa l’arte di star bene con se stessi e di star bene con gli altri.
A Trento viene insegnato il valore più importante: il sincero volersi bene.
La mia gratitudine nei confronti di chi permette a noi giovani di vivere esperienze di questo tipo è
infinita: grazie. Grazie per avermi permesso di potermi arricchire, grazie per avermi trasmesso tutti
questi valori. Me li porterò addosso per il resto della mia vita.
Chiara Pasotti VF

Lettera

Come su una nave.
Dove ognuno ha il proprio compito e tutti contribuiscono per raggiungere una meta.
Dove si condividono gioia e dolore, amore e odio, felicità e sofferenza.
Dove le parole sono fondamentali, altrimenti non ci sarebbe aiuto e collaborazione.
Dove i legami si rafforzano a ogni sorriso che riscalda, a ogni abbraccio che stringe, a ogni mano
che scorre, a ogni lacrima che scivola.
Dove tutti imparano i valori alla base: donare e perdonare.
Dove capire e capirsi è importante per creare una ciurma. Una ciurma di volontari, una squadra,
una famiglia.
Questo è Trento, questo e molto altro, ma solo chi l’ha vissuto può sapere.
Quindi, anche se sembrerà banale, semplicistico e riduttivo: GRAZIE!
Mariapaola Marini VF